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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Unioni dei Comuni

1 marzo 2014


Il prossimo 31 marzo scadono i termini previsti dalla legislazione regionale per la costituzione delle Unioni dei Comuni. Questa scadenza è particolarmente sensibile e difficile per l’Ambito della Val Tidone, dove attualmente sono presenti due unioni: una costituita da Pianello,  Pecorara e Nibbiano,  e una,  aggiunta ultimamente, composta da Castel san Giovanni, Borgonovo e Ziano. Caminata si è auto esclusa dalla discussione.

Nessuna delle due unioni però, in base alla legge regionale, ha i numeri  e i titoli per costituirsi né può accedere ai finanziamenti.

Durante un incontro che si è tenuto a Borgonovo il 27 gennaio scorso, alla presenza della Vice Presidente della Regione Emilia Romagna Simonetta Saliera e degli amministratori interessati, di fronte al ripetersi della contrapposizione fra le due Unioni, è stata presentata una proposta di mediazione per superare lo stallo nell’interesse dei cittadini. Questa proposta prevede lo scioglimento delle unioni attuali e  la costituzione di una nuova unione, che abbia come punto di equilibrio la parità di rappresentanza dei singoli comuni, nel rispetto delle forze di maggioranza e minoranza. Una composizione che garantirebbe l’avvio della Unione della Val Tidone, il rispetto delle normative regionali, l’avvio della operatività con la gestione comune dei primi servizi e, fattore fondamentale, la garanzia di avere dalla Regione i contributi finanziari previsti.

Rimarrebbe inoltre possibile, in un secondo momento, modificare i confini dell’ambito, qualora il comune di Sarmato rivedesse la propria posizione rinunciando all’ingresso nell’unione della Bassa Val Trebbia a favore di quella che sarebbe la sua collocazione naturale, così come sarebbe ancora possibile la vera e propria fusione dei comuni dell’Alta val Tidone, proposta dal Comune di Nibbiano.

Ma deve essere chiaro che le attuali amministrazioni di centro destra che governano praticamente tutti i comuni dell’ambito, sono le responsabili dirette di un eventuale fallimento, le cui conseguenze si ripercuoterebbero pesantemente sui cittadini.

Non ci sono altre soluzioni praticabili e comunque ad oggi nessuno ha proposto alternative credibili. Il Partito Democratico si appella al senso di responsabilità degli amministratori affinché superino questo stallo e condividano l’unica soluzione razionale, quella dell’Unione della Val Tidone, superando i campanilismi e i personalismi che hanno caratterizzato fino ad oggi questo percorso. I cittadini devono sapere che dalla nascita dell’Unione possono derivare miglioramenti dei servizi e riduzioni dei costi per la collettività, per cui perdendo questa occasione si rischiano pesanti penalizzazioni, che la vallata e i suoi abitanti non meritano.



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