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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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ASSEMBLEA CITTADINA PD DEL 7 MAGGIO: SOLD OUT!

8 maggio 2013


Solo posti in piedi. Rabbia, delusione, incredulità. Ma voglia di confronto e di esserci. Anche questo è PD.
Ecco l'estratto di alcuni significativi interventi.
Appena pronto, come al solito, pubblicheremo on line il verbale integrale della seduta.
L'impressione è che ieri sera sia iniziata davvero una nuova fase...

  • MASSIMO: "Dobbiamo iniziare a trasformare le nostre idee in realtà concreta tenendo conto che la realtà concreta e' molto meno bella delle idee e c'è sempre qualcuno che dice no"; "Non si può vivere solo di tattiche e solo di gruppi che si alleano per fare aggregazioni per raggiungere certi risultati poi si sciolgono e si alleano per raggiungere altri risultati; a questi si deve dire basta perché è sciacallaggio".
  • GIORGIO: "Ho preso la tessera solo dopo il risultato elettorale e l'ho fatto perché nei momenti di difficoltà diventa importante il contributo di ciascuno di noi, un contributo necessario, ma anche doveroso e forse senza alternative"; "Dopo 20 anni di insuccessi e' il caso di pensare anche a un cambiamento della leadership anche per non sprecare parole come cambiamento che sulla bocca di alcuni vengono svuotate di ogni significato".
  • KATIA: "il punto è smettere di cercare di capire dove abbiamo sbagliato e andare avanti".
  • VINCENZO: "Il Pd nasce come fusione di Pci e Dc, ma ho scoperto di non essere iscritto a un Partito, ma ad una federazione di correnti delle quali non me ne frega niente e se è così, se ci sono le correnti io me ne vado. Il Partito è questa sera, qui dove si discute, si critica e si fanno proposte, dove si parla perché il Pd non è uno spazio politico, ma un soggetto politico dove tutti lavoriamo per dargli un programma, per dargli una forza".
  • ANDREA: "se non cambiamo dopo di noi ci sarà solo l'antipolitica. È tempo di tornare a parlare nei Circoli e parlare di argomenti che hanno una ricaduta a lungo termine e colpiscono i giovani".
  • MARCO: "Non ci possono essere dirigenti capaci per tutte le stagioni perché se uno capisce i propri limiti sa bene quando è il momento di lasciare il campo".
  • GAETANO: "è doveroso dire che Bersani aveva una visione di cambiamento positiva. Bersani ha detto, io voglio andare in Parlamento con un Governo di cambiamento e li vedere chi ci sta. La soluzione l'ha trovata Napolitano secondo me sbagliando che sa chiaramente di inciucio".
  • GIOVANNI: "noi abbiamo chiesto il Governo di cambiamento e così abbiamo detto e chiesto fiducia agli italiani, ma gli italiani non ce l'hanno data. Il Partito non deve stare sdraiato sul Governo ma recuperare il suo ruolo e' incalzare il Governo. Siamo in una situazione nella quale abbiamo tantissime cose da mettere a posto e non evitiamo la domanda di Bersani, noi siamo qui per cercare di essere un collettivo che spreme delle idee e che si confronta o uno spazio per far carriera? Nel Partito c'è anche la disciplina e dunque come abbiamo selezionato la classe dirigente?, ma perché siamo insieme in un Partito? Per cercare una visione comune e cedere parte della nostra sovranità, ecco perché".
  • VITTORIO: "Il problema e' quello di un deficit di cultura politica e di coesione dentro il Partito. Altro punto è vedere se questo Partito riesce a recuperare la natura del Pd come soggetto politico, dove si discute e si parla; come un Partito che mette nei posti chiave gente competente e non amici di questo o quello. Un Partito e' un soggetto politico vive di solidarietà, vive di un comune sentire, di progetti condivisi, di lealtà, di rispetto, di missione e di disciplina; se recuperiamo questo il Pd ha un futuro se non è' un soggetto drammaticamente inutile".
  • GIOVANNA: "In questi giorni mi solo chiesta molte volte cosa ci sto a fare con quei 101 in questo Partito, ma credo che sto orgogliosamente qua per far si che quei 101 si chiedano cosa stanno loro a fare nel Pd. Non ci rimane che essere lealI al Governo Letta, ma il Governo Letta non è' il Pd e l'errore più grave e' il sovrapporre il Partito al progetto politico (nazionale, locale che sia)".
  • FERRANTE: "Si sta nel Partito perché si ha una larga base di consenso e condivisione altrimenti non ci si sta".
  • ANTONELLA: "101 imbecilli hanno piegato il Pd e oggi ci troviamo Micchiche' quale sottosegretario che ringrazia Dell'Utri".


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assemblea cittadina | 

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