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Partito Democratico di Piacenza
  20 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Direzione Provinciale di mercoledý 24 aprile 2013: ONLINE il VERBALE

2 maggio 2013



Ordine del giorno:
  1. situazione politica generale,
  2. situazione del partito,
  3. varie ed eventuali.
  • INTERVENTO della Presidente della Direzione Giulia Piroli, che ha aperto i lavori:

"L’ultima Direzione è stata convocata il 4 marzo scorso,  i giorni seguenti hanno sconvolto veramente il PD; con l’elezione di Giorgio Napolitano e l’incarico a Enrico Letta si è conclusa una fase critica del Paese.
Negli ultimi giorni abbiamo mostrato all’Italia la parte peggiore di noi, con i tradimento noti.
Il senso di sgomento è il segnale che lancia chi prova ancora “senso di appartenenza”.
Il valore dell’unità del partito deve essere affermato: è l’elettorato che ce lo chiede; basta vedere le reazioni all’articolo sul quotidiano Libertà che individua all’interno del PD ben 8 correnti. No alla scissione, si al valore della discussione e della trasparenza.
Prova ne sia la diretta streaming di stasera.  Dobbiamo arrivare ad un Congresso serio, politico, dove ci si scontra per dare al nostro partito una leadership riconosciuta. Il PD è un partito nuovo, plurale, riformista, capace di dare riposte alle persone.
Siamo in presenza di grandi cambiamenti  ed occorre adeguarsi. Impariamo ad ascoltare il cuore dei nostri elettori. Abbiamo avuto un segnale positivo dal Friuli Venezia Giulia, che ha visto eletta la nostra Debora Seracchiani.
Siamo di fronte a una situazione molto critica nel paese, le imprese chiudono, manca lo sviluppo; noi del PD dobbiamo ripartire dai nostri iscritti e dalla nostra base, se ascoltiamo la base un cambiamento è possibile.
Un ringraziamento a Pier Luigi Bersani per il lavoro svolto. Domani è il 25 aprile : dobbiamo ripartire da quei valori di libertà, che sono i principi fondanti del nostro Partito Democratico."



  • INTERVENTO del Segretario Vittorio Silva:

"Inizio con una nota lieta, abbiamo espresso le ns felicitazioni per il suo successo a Debora Serracchiani, per lo straordinario risultato e con l’auspicio di averla tra noi molto presto, come del resto altre volte è stata qui a Piacenza.
Non immaginavo che ci saremmo trovati a fare una Direzione così complicata; questi luoghi, democraticamente eletti sono i luoghi preposti al confronto, dove si può discutere, nonostante le affermazioni del consigliere comunale Curtoni su FB, che ci classifica “capibastone”. Ci si trova, si discute , si reagisce e poi si condivide la decisione finale.
(Viene proiettato un video che ritrae Franceschini insultato a Roma da simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e il discorso di Bersani in occasione delle sue dimissioni). Continua Vittorio Silva: "un ex segretario del nostro partito è stato aggredito da una banda di cialtroni, mentre altri autori di fatti gravi, espressione di altre forze politiche, girano indisturbati. Tutti dobbiamo sentirci responsabili, a prescindere dalle posizioni; questo è portare il partito allo sfascio e con il partito anche la democrazia.

Viene presentato il documento all'ordine del giorno:


La Direzione Provinciale del Partito Democratico esprime la propria solidarietà a Pierluigi Bersani e lo ringrazia per l’alto e disinteressato impegno a servizio dell’Italia e del Partito.
Nel clima convulso che ha segnato il confronto politico per l’elezione del Presidente della Repubblica, si sono evidenziate divisioni profonde e inadeguata capacità politica di parte del gruppo dirigente e dei gruppi parlamentari del Partito Democratico; divisioni, personalismi, tatticismi, incertezza nel metodo, assenza di disciplina e di senso di appartenenza hanno impedito al partito di essere all’altezza delle responsabilità attribuitegli dell’esito del voto e richiesta dalla delicatissima situazione del paese.
I franchi tiratori che hanno per due volte affossato le decisioni assunte dall’assemblea a maggioranza, sono traditori che hanno minato la credibilità del PD davanti al Paese e alle altre forze politiche.
L’alto senso di responsabilità del Presidente Giorgio Napolitano, al quale tutte le forze politiche e il Paese devono essere grati, ha evitato il precipitare di una crisi istituzionale gravissima e dagli esiti imprevedibili. Al Presidente, e alla sua azione per la formazione del nuovo governo, vanno garantiti sostegno e disponibilità. E’ quindi con senso di responsabilità, disponibilità e riconoscenza che va accolta la decisione di incaricare il Vice Segretario del Partito Democratico Enrico Letta della formazione del governo che sappia dare al paese, sui temi dell’economia e del lavoro, della riforma delle istituzioni, della legge elettorale e della politica, le risposte più urgenti richieste dalla gravità della situazione sotto il profilo sociale, economico e morale.
Si apre una fase nuova e difficile nella quale al Partito sarà richiesto di dimostrare quello che è venuto meno nei giorni scorsi: capacità di governo, responsabilità nei confronti del paese e della propria gente, forte senso di coesione. Essere o meno all’altezza di questo passaggio sarà fondamentale per il futuro stesso di questo partito.
Anche per questo è necessario che il percorso congressuale che ci aspetta, e che va avviato e svolto rapidamente sia come obbiettivo fondamentale quello indicato da Bersani nel suo intervento all’ultima direzione nazionale. Il PD deve diventare pienamente un soggetto politico: un soggetto collettivo, senza padroni, nel quale di discute apertamente, nel quale ci si confronta sulla base di visioni politiche, progetti, idee. Ma nel quale la libertà della discussione e del confronto, l’ampiezza della partecipazione, sono accompagnate dalla responsabilità, dal dovere di rispettare le decisioni prese, dal prevalere del senso della comune appartenenza e ella reciproca solidarietà, dalla valorizzazione e dal riconoscimento del ruolo dei luoghi di confronto e di decisione. E’ questa la condizione fondamentale, finora non realizzata, perché il PD risponda alle ragioni per cui è nato, sappia portare avanti il necessario cambiamento senza cedimenti al populismo e alla demagogia e sia utile al futuro dell’Italia e della sua gente.

Vittorio Silva – continua – "esprimiamo solidarietà a Bersani per il suo alto e disinteressato impegno all’Italia e al Partito. Mi auguro che si possa arrivare al Congresso in tempi rapidi e che il dibattito congressuali ci porti a fare del Congresso un ruolo politico. Il mio impegno è forte, sono disposto a lavorare per far sì che il nostro partito possa diventare un soggetto politico forte".

A questo punto il Presidente dell’Assemblea dichiara aperti gli interventi

  • INTERVENTO di Mario Angelillo:

"Ringrazio il Segretario di avermi invitato, in quanto non faccio parte della Direzione. In bocca al lupo ad Enrico ed un abbraccio a Pierluigi. Vorrei parlare di attualità e di pregresso.
Attualità: Ok alla decisione della Direzione Nazionale di partecipare ad un governo, alle indicazioni di Napolitano, ma ci devono essere confini chiari in termine di scopo, la riforma della legge elettorale, gli interventi in campo economico; è una strada che può dividerci, ma l’unica percorribile. L’alternativa è quella di ritornare alle urne. I programmi vanno confrontati con il risultato e i confini sono tre.
Pregresso: sono venuti meno i fondamentali del PD. Rispetto delle persone e della maggioranza, non è sufficiente non essere in accordo, c’è comunque una maggioranza: si discute ma poi ci si adegua.  Si è aderito ad un progetto e io credo che ci sia ancora speranza: costruiamo uno spazio politico ma anche un soggetto politico. Anche a Piacenza il comportamento non è diverso, il Segretario convoca gli Amministratori locali ma la partecipazione è minima, ognuno agisce come crede.. Sono disposto a lavorare per un soggetto politico , ma la responsabilità nasce dalla base , abbiamo trattato le persone come “niente”, chiedo che il Congresso possa partire da basso, con elezione di delegati provinciali, regionali e poi nazionali".

  • INTERVENTO di Erica Ruffili:

"Io eviterei di scrivere che "i franchi tiratori sono tra di noi perché fa tanto seconda Internazionale. Noi siamo diversi, noi siamo il Partito Democratico. Non dobbiamo far pensare di avere dentro di noi 100 partiti Poi, vorrei discutere dei franchi tiratori durante il congresso. L’odg non ci può scusare sui nostri limiti, dobbiamo fare un discorso serio per costruire e non per distruggere. E’ questo il motivo del mio emendamento".

  • INTERVENTO di Loredana Pagani:

"questo Odg mi ha stupita, non possiamo perderci per capire chi di noi ha tradito chi, perché p successo. Non mi sento di approvare questo documento perché anche io non ho capito perché do po 40 giorni Bersani ha proposto Marini come Presidente della Repubblica, non ce l’ha spiegato, e poi perché Prodi, in cosa speravamo? Rodotà poteva essere una idea, io per prima mi sono sentita tradita dal Segretario, che ha proposto Marini senza alcuna spiegazione. L’unica valenza di questo documento è quella di contarci tra di noi".



La Presidente legge una lettera inviata dalla parlamentare Paola De Micheli:
"Cari amici,
gli impegni parlamentari e di partito legati alla formazione del nuovo governo mi impediscono di tornare a Piacenza e intervenire alla Direzione provinciale.  Con l’incarico per la formazione del nuovo esecutivo affidato al vicesegretario Enrico Letta, il nostro partito è chiamato ad una grandissima assunzione di responsabilità. Siamo chiamati a diventare classe dirigente responsabile e capace, perché – come ha sottolineato lo stesso Letta nel ricevere l’incarico con riserva del Capo dello Stato- è su di noi che grava il peso maggiore, quello di indicare al Paese la via d’uscita dalla durissima crisi economica, sociale e istituzionale in cui si trova.
Nei giorni scorsi mi sono già espressa – con un intervento sulla stampa locale – sulle vicende tormentate che hanno portato all’elezione dl Presidente della Repubblica. La riconferma di una personalità come Giorgio Napolitano costituisce la base di partenza per sbloccare un sistema politico uscito purtroppo paralizzato dall’esito del voto del febbraio scorso. Per questo mi sono detta felice che Napolitano abbia accettato il “sacrificio” della rielezione, prolungando il suo ruolo di garante delle istituzioni e dell’unità nazionale, impersonato con grande autorità e saggezza nel primo settennato.
Oggi sono ancora più convinta, a maggior ragione se il tentativo Letta – come tutti ci auguriamo – andrà a buon fine, che occorra aprire una fase nuova per il PD. Una fase che definirei “ricostituente”, nella quale tutti noi riformisti democratici dobbiamo trovare la forza di riappropriarci delle nostre radici, per ricostruire con dirigenti, militanti ed elettori il filo spezzato del cambiamento vero, quello possibile. Per dare risposte concrete agli imprenditori che vogliono investire in Italia e alla piazza che merita tutta la nostra attenzione: quella dei cassintegrati e dei disoccupati che ci chiedono interventi forti sul lavoro e gli ammortizzatori sociali. Perché fare politica significa prima di tutto risolvere i problemi di chi soffre.
La strada per rendere davvero il Partito Democratico all’altezza della sfida immediata del governo è quella indicata da Pierluigi Bersani nel suo intervento alla Direzione Nazionale. Dobbiamo compiere tutti gli sforzi per portare a compimento il percorso avviato faticosamente in questi anni: diventare un partito senza padroni, un soggetto e non solo uno spazio politico, nel quale si discute, ma anche si riesce a fare sintesi e si decide. Mirare a questo obiettivo non serve tanto a noi, quanto all’Italia e alle sue prospettive di riscatto civile ed economico.
Permettetemi – in conclusione – di dedicare una considerazione a Pierluigi Bersani. Non solo da democratica e da parlamentare, ma anche da piacentina, ho cercato di stargli a fianco in queste difficili e convulse settimane. Io credo che gli dobbiamo tutti una attestazione di affetto, stima e profonda riconoscenza per quanto ha fatto per il partito democretico, assumendosi responsabilità di errori non suoi, e indicandoci con grande onestà e rigore politico quale debba essere la funzione nazionale del nostro partito. E naturalmente un ‘in bocca al lupo’ ad Enrico Letta, a cui tutti noi oggi dobbiamo un grande e sincero sostegno: vi chiedo di aiutarci ad essere sempre all’altezza del nostro compito".
Vostra Paola

  • INTERVENTO di Patrizia Calza:

"E’ stata una settimana  difficile e coinvolgente per tutti noi, ho vissuto una situazione di catastroficità. Un partito che avrebbe potuto dare soluzioni al paese che si stava autodistruggendo è uscito con la proposta Marini e poi Prodi. In particolare è stata impallinata la figura di Prodi, in modo vergognoso. E’ come se si fosse distrutto il simbolo del nostro partito, e mentre questo succedeva, c’è chi invocava la piazza,  chi voleva organizzare una marcia di Roma. La situazione economica e sociale è molto simile al passato, troviamo un ritorno alla violenza. Fortunatamente è arrivato il discorso di Napolitano un discorso che passerà alla storia, non solo perché è il primo presidente a essere rieletto, ma per la sostanza del suo messaggio, richiamandoci al senso di responsabilità. E’ intollerabile governare insieme al PDL, ma ha preso gli stessi voti nostri. L’elettorato si è diviso in 3 parti uguali, tra noi, M5S, e Pdl, e di questi dati dobbiamo tenere conto, è il segno dei tempi, gli italiani hanno votato così. Dobbiamo partire da quello che c’è, adottando principi di realtà e lavorarci con senso di responsabilità. Non possiamo continuare ad essere contro i compromessi: la nostra stessa costituzione è frutto di un accordo tra forze diverse, tra la mediazione di comunisti e democristiani, unitisi per la pace. Il PD è una speranza per l’Italia, il nostro partito deve essere dialogante, che porta avanti i valori della Costituzione, abbiamo il dovere di portare avanti il partito Siamo sotto scacco di 3 bombe: la prima riguarda il Pd, a rischio implosione. Poi la seconda bomba riguarda la situazione economica del nostro Paese, se non verrà fatto un Governo. La terza bomba è quella della tenuta complessiva del nostro Paese.
Se non si fa il governo si torna a votare . Noi abbiamo il dovere di stare insieme e ritornare al progetto originario. Bersani si caricato di tutta la responsabilità. Ma se si di mette lui, devono andare a casa anche tutti i suoi cortigiani. Bersani ha parlato di feudi all’interno del PD, ma questi esistono da tempo… il Segretario se ne è accorto solo ora?"

  • INTERVENTO di Marco Marchetta:

"Condivido l’emendamento al documento proposto da Erica; le Istituzioni sono una cosa e il Governo un’altra, però alcune candidature erano contrarie al respiro dei militanti. Ci sono cose che non si possono fare, errori che Bersani non ha commesso da solo, troppo comodo addossare tutto al Segretario. Se un quarto del partito vota in modo diverso significa che esiste un problema ben più grave che essere traditori. E’ un problema da affrontare. Prima di celebrare il Congresso dobbiamo rivedere lo statuto che non è indice di democrazia. Proporre alla Direzione e Assemblea Nazionale un cambiamento: si parte dal basso. Propongo che anche da Piacenza si proponga  al Nazionale tale cambiamento dello statuto. La divisione del partito è invece da riportare nella Direzione, non nei militanti; la spaccatura è dei parlamentari, non dei militanti ed elettori: è una definizione giornalistica".

  • INTERVENTO di Fernanda Cerri:

"porto la voce di Rottofreno, noi non abbiamo capito la candidatura di Marini, come ha detto prima di me Loredana Pagani; non abbiamo capito come è stata bruciata la candidatura di Prodi e adesso siamo alla composizione del governo. Ci spaccheremo? Spero di no, dobbiamo costituire un governo di scopo. . In campagna elettorale abbiamo detto “mai con Berlusconi” , ma il risultato elettorale ha portato ad una vittoria a tre, un salto per necessità occorre farlo,ma stiamo attenti a che governo andremo a fare, non sapremmo giustificare la Gelmini alla pubblica istruzione. Il PD non si disfa, è fatto di persone reali che hanno costruito.
Per quanto riguarda l’odg io lo voto ma con l’emendamento proposto da Erika, i 100 “franchi tiratori” ci devono fare pensare a qualcosa.
Il congresso: ricominciamo dagli iscritti".

  • INTERVENTO di Gianni Cravedi:

"sono convinto che quando ci son dei passaggi stretti sono difficili da superare in presenza di nodi interni; la proposta Marini non ha coinvolto il partito, era necessario un confronto interno, in un partito diviso in gruppi e correnti. Faccio appello all’unità del PD, a non disperdere il patrimonio del nostro partito; Bersani si è dimesso, dobbiamo metterci in discussione tutti, sentirci tutti dimissionari.
Dobbiamo ripartire da zero, dobbiamo intraprendere una vera discussione a confronto, dobbiamo avere la capacità di superare il discorso leaderistico. Dobbiamo ripartire da ìl basso ed avere la capacità di ascoltare il nostro elettorato. Nel partito non si è colto il problema politico dei cento: possibilità di discussione e confronto. Bersani paga colpe anche non sue. Io poi non credo che sia giusto indicare come "criminali" i contestatori di Franceschini: non riusciamo a capire che c’è molta rabbia tra i cittadini. Non possiamo perderci nei ritmi lenti della politica: Napolitano, che ha 88 anni, ha trovato la giusta soluzione in un giorno, ha fatto ciò che noi non siamo riusciti a fare in più di un mese.
Per l’elettorato è Grillo la forza del cambiamento".

  • INTERVENTO di Francesco Cacciatore:

"Ho sempre pensato che il PD fosse una grandissima intuizione politica, ma è necessario uno sforzo in più: deve sopravvivere al gruppo dirigente che l’ha fatto nascere, con le sue divisioni, personalismi e storie politiche differenti tra loro. Costruire un soggetto politico è una cosa, costruire gruppi dirigenti un’altra. Non è sufficiente essere per forza facce nuove e telegeniche: puo essere utile, ma non determinante per essere classe dirigente del partito. Se ci lamentiamo dell’atteggiamento dei parlamentari del nostro partito, è perché non abbiamo messo freno a certe situazioni; si sono persi i fondamentali, e cioè quando si sta in un partito se ne rispettano le decisioni, questo era la nostra caratteristica rispetto all’unione “l’Italia Bene Comune”. Non ero d’accordo con la decisione di Napolitano di non incaricare Bersani quale Presidente della Camera, ma oggi posso dire che se l’avesse fatto sarebbe stato un disastro.
Nel congresso dobbiamo rivedere le modalità di costituzione dei gruppi dirigenti.
Per quanto riguarda l’odg oltre che traditori i cento sono degli irresponsabili; oggi la politica deve saper comprendere le mediazioni necessarie al bene del paese. Si deve formare un governo con compiti precisi e chiari, coniugati con la parola equità".

  • INTERVENTO di Gianluigi Molinari

"Colpevoli sono gli amministratori che non hanno seguito le linee del partito; perché questi 101 franchi tiratori? Prima Marini, Prodi, poi siamo tornati al governo con il PDL; è stata una sconfitta clamorosa. Occorre un cambiamento radicale della classe dirigente, perchè a risolvere i problemi ci sono coloro che li hanno creati. Il problema del Pd non è di scegliere una delle tante correnti che si agitano al suo interno, ma quello di rifondare il partito. Se no non solo la gente non ci vota più, ma ci insulta come si è visto nel video di Franceschini. Mi piace ricordare i valori della Resistenza: credo però che questo partito, 60 anni fa, sarebbe stato ancora in conclave per decidere se combattere o allearsi con i tedeschi. L’indecisionismo del Pd è un problema enorme. per quanto riguarda l’ordine del giorno, credo che possa andare bene, ma è banale".

  • INTERVENTO di Silvio Bisotti:

"il Movimento 5 Stelle è inaffidabile, non avrebbe garantito alcun governo. Non dobbiamo dimenticare il contesto in cui ci muoviamo, questa è stata una scelta di realismo. Gli incarichi ministeriali non devono essere troppo connotati e avranno il compito di accompagnarci ad elezioni. Da domani si dirà che questo gruppo dirigente si è venduto; il nostro deve rimanere un partito plurale".

  • INTERVENTO di Betty Rapetti:

"A Gossolengo abbiamo avuto la necessità di un confronto. Si è sospettato un inciucio sulla candidatura Marini; la base non vuole spaccature, vuole un partito unito, si riconosce nel progetto del PD. Chiedo di ripartire dalla base, dai Circoli. La nostra gente ha una militanza attiva nei confronti del partito. Ci sono troppe correnti, dobbiamo procedere ad una ricostruzione reale, dove gli iscritti contano di più, dobbiamo avere la capacità di ascoltare i bisogni della base. Il tesseramento è motivo di forte finanziamento al partito, sono d’accordo ad un finanziamento pubblico regolamentato.

  • INTERVENTO di Enrico Berti

"Come ha chiesto la Seracchiani in Direzione Nazionale, ci dovete spiegare la motivazione  per la quale si è chiusa la porta alla presentazione di Rodotà. Si sono accumulati dei nodi, come ad esempio le dirigenze stabilite con criteri di appartennza di rendite passate. Vorrei che prima di uscire da questa Direzione si firmasse l’articolo che Ziliani ha pubblicato su Libertà".

  • INTERVENTO di Giovanna Palladini:

"siamo in un momento drammatico e di smarrimento; non sempre abbiamo il tempo di coinvolgere ma alcune scelte sono state fatte senza la percezione della realtà, vi è lo scollamento di ciò che viviamo. Anche io sono molto soddisfatta del risultato ottenuto in Friuli e anche l’elezione del Presidente della Repubblica  rappresenta una luce per me , in qualità di cittadina. Letta dice no ad un governo a tutti i costi, è una responsabilità non solo degli ultimi giorni, non basta rinnovare se non si va a scelte condivise".

  • INTERVENTO di Marcellina Anselmi:

"questo odg è il minimo che possiamo fare per mettere fine a queste vicissitudini. Solidarietà a Bersani che ne ha subite di tutti i colori; ci sta la battaglia politica, ma non ci stanno le pugnalate alla schiena. Mi fa piacere che non c’è aria di scissione, ho visto una volontà di rimanere al proprio posto, c’è la consapevolezza che il PD è troppo importante. Nessuno può permettersi di dire “chi non è d’accordo vada via”.

  • INTERVENTO di Davide Borrelli:

"Sono un giovane, ma non sopporto una rifondazione del partito che parta dalla data anagrafica; non condivido le critiche all’odg, ma le rispetto, Credo che la parte fondamentale del documento sta nel finale. Il partito deve essere spazio politico, ma anche soggetto politico; noi giovani abbiamo dato solidarietà a Bersani. Qui sono state fatte critiche ai cortigiani di Bersani, ma è bene individuare le responsabilità di tutto il gruppo dirigente; le correnti sono state la nostra condanna. Dobbiamo affidarci a quelle forze che vogliono il bene del paese".

  • INTERVENTO di Benito Dodi:

"la caccia alle streghe è l’ultima cosa che dobbiamo fare. Spero questo sia l’ultimo comitato dove si parla del passato, dobbiamo parlare del futuro. Al Congresso occorrono nuove regole che tutti dobbiamo condividere".

  • INTERVENTO di Marco Bergonzi:

"In qualsiasi assise ci si confronta, bersaniani e renziani: dopo le primarie esiste il PD, finito l’evento non trasciniamo queste etichette; il percorso l’ha tracciato il PD. Se l’assemblea dei parlamentari decide un nome, non esiste che il giorno dopo ci siano franchi tiratori. Non ci siamo presentati con il PDL, ricominciamo con i punti di Napolitano".

  • INTERVENTO di Roberto Reggi:

"non voterò il documento. Gli ultimi 5 mesi si possono rappresentare come una partita di calcio; al primo tempo (paragonabile al momento delle primarie) eravamo in grande vantaggio, vincevamo 3 a 0, poi abbiamo smesso di giocare e siamo arrivati a fine partita in pareggio, ma nei tempi supplementari abbiamo subito alcuni autogol, lo spogliatoio era disunito  e l’allenatore non ha tenuto la squadra. Abbiamo perso la partita della vita, l’allenatore, come è giusto che sia, si è dimesso. Il documento considera solo i tempi supplementari.
Adesso si gioca una nuova partita con un nuovo capitano che è anche l’allenatore e noi lo dobbiamo sostenere, affinchè si formi un bel governo che possa portare a compimento le riforme indispensabili al paese, dobbiamo aiutarlo a costruire un nuovo spogliatoio in cui ci si riconosca…non si prendono per il collo i compagni di squadra, e dobbiamo riconoscerci con le nostre differenze, ma mai come nemici.
I fondamentali si riconoscono quando c’è il riconoscimento delle persone, dobbiamo superare le logiche che ci fanno considerare nemici anziché avversari politici. Io ho un grande desiderio di pacificazione, che può rappresentare lo strumento per favorire la partecipazione, dobbiamo dare un senso di accoglienza.. L’ordine del giorno presentato invece va contro questo intendimento".

CONCLUSIONE di Vittorio Silva:
"E’ stata una Direzione partecipata, è giusto discutere tra di noi su quanto è successo. E’ necessario ricostruire un comune senso di appartenenza nel reciproco rispetto, sapendo distinguere i momenti di confronto dal dissenso. Non esiste giustificazione per cquanto accaduto; non si tratta di un episodio, ma è una manifestazione eclatante di ciò che si è manifestato a tutti i livelli.
"Anche a Piacenza abbiamo assistito a affermazioni di rottura proclamate prima sui giornali anziché nelle sedi preposte, come le direzioni. E’ qui che ci si confronta, non sui giornali.. Ed è questo atteggiamento che ha portato ai franchi tiratori. Non sono d’accordo, quindi, con il fare finta di niente su quanto è successo. Dobbiamo con forza dire basta".


EMENDAMENTO all’odg proposto da Erica Ruffili:  sostituzione del 3^ capoverso:

….I franchi tiratori che hanno per due volte affossato le decisioni assunte dall’assemblea a maggioranza hanno tradito le regole fondamentali dell’appartenenza a un organismo politico democratico, della militanza comune, della lealtà e hanno minato la credibilità del PD davanti al Paese e alle altre forze politiche…..

La Presidente della Direzione mette in votazione l’emendamento: 5 astenuti, 1 contrario , quindi approvato a maggioranza.
L’odg così modificato viene votato

Odg: La Direzione Provinciale del Partito Democratico esprime la propria solidarietà a Pierluigi Bersani e lo ringrazia per l’alto e disinteressato impegno a servizio dell’Italia e del Partito.
Nel clima convulso che ha segnato il confronto politico per l’elezione del Presidente della Repubblica, si sono evidenziate divisioni profonde e inadeguata capacità politica di parte del gruppo dirigente e dei gruppi parlamentari del Partito Democratico; divisioni, personalismi, tatticismi, incertezza nel metodo, assenza di disciplina e di senso di appartenenza hanno impedito al partito di essere all’altezza delle responsabilità attribuitegli dell’esito del voto e richiesta dalla delicatissima situazione del paese.
I franchi tiratori che hanno per due volte affossato le decisioni assunte dall’assemblea a maggioranza hanno tradito le regole fondamentali dell’appartenenza a un organismo politico democratico, della militanza comune, della lealtà e hanno minato la credibilità del PD davanti al Paese e alle altre forze politiche.
L’alto senso di responsabilità del Presidente Giorgio Napolitano, al quale tutte le forze politiche e il Paese devono essere grati, ha evitato il precipitare di una crisi istituzionale gravissima e dagli esiti imprevedibili. Al Presidente, e alla sua azione per la formazione del nuovo governo, vanno garantiti sostegno e disponibilità. E’ quindi con senso di responsabilità, disponibilità e riconoscenza che va accolta la decisione di incaricare il Vice Segretario del Partito Democratico Enrico Letta della formazione del governo che sappia dare al paese, sui temi dell’economia e del lavoro, della riforma delle istituzioni, della legge elettorale e della politica, le risposte più urgenti richieste dalla gravità della situazione sotto il profilo sociale, economico e morale.
Si apre una fase nuova e difficile nella quale al Partito sarà richiesto di dimostrare quello che è venuto meno nei giorni scorsi: capacità di governo, responsabilità nei confronti del paese e della propria gente, forte senso di coesione. Essere o meno all’altezza di questo passaggio sarà fondamentale per il futuro stesso di questo partito.
Anche per questo è necessario che il percorso congressuale che ci aspetta, e che va avviato e svolto rapidamente sia come obbiettivo fondamentale quello indicato da Bersani nel suo intervento all’ultima direzione nazionale. Il PD deve diventare pienamente un soggetto politico: un soggetto collettivo, senza padroni, nel quale di discute apertamente, nel quale ci si confronta sulla base di visioni politiche, progetti, idee. Ma nel quale la libertà della discussione e del confronto, l’ampiezza della partecipazione, sono accompagnate dalla responsabilità, dal dovere di rispettare le decisioni prese, dal prevalere del senso della comune appartenenza e ella reciproca solidarietà, dalla valorizzazione e dal riconoscimento del ruolo dei luoghi di confronto e di decisione. E’ questa la condizione fondamentale, finora non realizzata, perché il PD risponda alle ragioni per cui è nato, sappia portare avanti il necessario cambiamento senza cedimenti al populismo e alla demagogia e sia utile al futuro dell’Italia e della sua gente.

5 astenuti, 1 contrario. Approvato a maggioranza.




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