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FORUM PER LE POLITICHE SCOLASTICHE E FORMATIVE: indicazioni per il territorio piacentino

24 ottobre 2012


I tagli diretti e indiretti ai finanziamenti per il sistema educativo – scolastico – formativo in atto in questi ultimi anni non hanno precedenti nella storia repubblicana. Anche qualora la crisi economica dovesse allentare per lasciare posto ad una ripresa non sembra possibile intravvedere il ripristino dello status quo ante, e nemmeno si può assistere passivamente alla diminuzione degli standard dei servizi, il che può mettere a dura prova i livelli di sviluppo dei territori stessi.

L’applicazione del titolo quinto della costituzione, la definizione dei “livelli essenziali delle prestazioni” e dei “costi standard” saranno gli elementi che garantiranno i diritti individuali rivestendo così anche una funzione pedagogica per scuole ed enti locali e per i loro rapporti, rispetto alla qualificazione degli stessi servizi.

Sembra non esserci nessuno che sappia quale sia il livello giusto delle spese per l’istruzione: rispetto agli standard, ad una quota del PIL, al calcolo dei punti PISA, o più semplicemente in riferimento ad equilibri politici o tra centro e periferia.

C’è chi sostiene che ci troviamo di fronte ad un “federalismo per abbandono” indotto dalla necessità di far fronte con urgenza ai problemi sociali e dell’apprendimento: orari, organici, ecc. L’emergenza si trasforma in norma ed il temporaneo in permanente (si veda ad esempio la doppia modalità di finanziare la scuola per l’infanzia, o attraverso l’assegnazione di docenti o di contributi economici che potranno dare origine ad un diverso governo del settore, mediante l’affidamento del servizio ad altre agenzie). Questo tipo di federalismo verterà sul riparto di un fondo nazionale, che verosimilmente sarà quello attualmente decurtato, lasciando alle autonomie locali di aggiungere risorse fuori prelievo fiscale, oppure occorrerà effettuare una ricognizione della spesa sostenuta dai territori e dalle scuole per arrivare a comporre la spesa stessa nell’ambito dei prelievi fiscali attribuiti ai diversi enti locali, comprendendovi le scuole autonome.

E’ ovvio che partendo dal basso si potranno individuare sia i costi, ma soprattutto i fabbisogni, cioè la continua rinegoziazione locale degli standard. Questi servizi dovranno essere finanziati al 100%, come prevede la legge, ma è ovvio che le misure cambieranno in relazione allo stato di soddisfazione ed a modelli diversi di governance.

La ricognizione delle spese sarà un primo passo per “valutare” l’equità del sistema nell’ottica della qualità dello sviluppo e della sopportabilità da parte delle famiglie e della comunità per quello che viene definito “diritto allo studio”.

La strada tracciata nell’ottica del federalismo prevede una spesa (con compensazione) gravante sulla fiscalità nazionale (il personale ? Ma non potrebbe essere solo quello della scuola), la cui consistenza è definita con parametri negoziati con le Regioni, in quanto gestori del personale stesso), un governo regionale (legge regionale) del sistema gravante su quel livello di fiscalità, che a sua volta si compone delle funzioni fondamentali di province e comuni e dei relativi impegni derivanti dalla fiscalità locale.

Le così dette riforme scolastiche nazionali devono limitarsi, come dice la Costituzione, a “norme generali, principi fondamentali e livelli essenziali delle prestazioni “, da fare anch’esse con legge nazionale, mentre le leggi regionali devono esprimere la governance.

Le fasi di sviluppo del sistema dovranno riguardare:
-    Gli standard territoriali: recepimento dei LEP nazionali e implementazione con standard locali,
-    Programmazione territoriale del servizio con definizione dei fabbisogni e costi
-    Modalità di reperimento delle risorse, finanziarie, umane, ecc.,
-    Sostegno all’autonomia delle scuole e loro capacità di autofinanziamento
-    Valutazione dei risultati, per ripartire dalla negoziazione degli standard e programmazione.




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giancarlo sacchi |  scuola |  nidi |  infanzia |  forum  | 

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Allegati

Leggi i documenti dei lavori:
- la programmazione dei servizi educativi, scolastici e formativi nel riordino delle province e nell'esercizio associato di funzioni comunali;
- la scuola piacentina sotto i riflettori di Gian Carlo Sacchi
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