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Silvio Bisotti su aree demaniali: Ğle linee di azione della giunta sono chiareğ

23 ottobre 2012




Un parco pubblico nell'intera Pertite, una cittadella dell'economia solidale nel bastione di porta Borghetto.

Un «obiettivo», il primo, ribadito, ma con la novità di «soluzioni anticipative» che ci si augura possano arrivare con il placet dei militari tuttora proprietari della grande area tra via Emilia Pavese e via I Maggio; un orientamento, il secondo, sulla scorta del lavoro in quel senso già avviato nello scorso mandato.

Sono le linee di azione della giunta emerse ieri per bocca dell'assessore all'urbanistica Silvio Bisotti in commissione "2" durante l'audizione su due partite importanti per il territorio, il Piano per le città e il federalismo demaniale che vede Piacenza in pole position in virtù di un recente protocollo d'intesa tra Comune e Agenzia del demanio.

«Ci sono progetti in elaborazione rispetto ai quali l'amministrazione nelle prossime settimane riprenderà il ragionamento per arrivare a una soluzione condivisa con la Soprintendenza», ha detto Bisotti su bastione Borghetto rispondendo a Daniel Negri (Pd) che nel suo intervento aveva fatto riferimento al «progetto di cittadella dell'economia solidale» partito negli anni scorsi attorno allo Svep e con idee anche di «valorizzazione giovanile».

Il bastione fa parte di quei beni demaniali con connotazione culturale - come Palazzo Farnese, torrione Fodesta, le mura, l'ex rimessa Berzolla - che possono essere ceduti gratis al Comune purché destinati a usi pubblici. E in tal caso è possibile ragionare di gestione «con soggetti privati».

Quanto alla Pertite, su cui è stato Andrea Tagliaferri (Piacentini per Dosi) a portare l'attenzione, Bisotti, nel confermare «il nostro impegno per l'obiettivo del parco al 100 per cento», ha rivelato il tentativo in atto di «trovare soluzioni» che consentano di «anticipare» il risultato grazie a un accordo con la Difesa che stralci l'area dalla più generale partita delle aree militari.

Illustrando il protocollo con l'Agenzia del demanio, l'assessore ha dato altre notizie: si è costituito nei giorni scorsi il tavolo operativo che ha il compito di predisporre progetti di valorizzazione per ognuno dei dodici beni oggetto dell'intesa. Ne fanno parte tre esponenti del demanio e tre del Comune che sono lo stesso Bisotti e i dirigenti Taziano Giannessi e Giuseppe Continibali.

A inizio novembre sono previsti i sopralluoghi per ragionare dei requisiti dei fabbricati - quasi tutti ex caserme - e di destinazioni che li rendano appetibili sul mercato immobiliare: le valutazioni che ne usciranno serviranno per redigere progetti volti alla vendita o comunque a una messa a reddito che consenta sia allo Stato sia al Comune di fare un po' di cassa.

Elenco di beni, quello sul tappeto sin qui, passibile di modifiche, ha avvertito l'assessore citando a esempio l'ex convento del Carmine in via Borghetto per il quale «il ministero dell'Economia ha già stanziato risorse per farne una nuova sede dell'Agenzia, l'ufficio del catasto, e a noi cederebbe il chiostro nel retro».

Sul lavoro sul federalismo demaniale non c'è da farsi troppe «illusioni», ha considerato Bisotti alla luce sia delle difficoltà finanziarie del Comune sia di quelle del mercato immobilare. E, d'altro canto, il fatto di essersi mossi per primi consente di essere fiduciosi di «portare a casa qualche risultato».

Non verrà comunque meno uno sguardo unitario sulle trasformazioni urbanistiche in relazione soprattutto all'altra importante partita da giocare, quella sulle aree militari, ha assicurato rispondendo ai timori sollevati sul punto da Rino Curtoni (Pd), Filiberto Putzu (Pdl), Andrea Gabbiani (M5s).

E fiducioso si è detto anche il vicesindaco Francesco Cacciatore a proposito invece del Piano per le città che è stato lui a illustrare. Fiducioso che possa portare a Piacenza una quota dei 224 milioni di euro messi in palio dallo Stato.

Per la precisione Palazzo Mercanti punta a ottenerne 24,5 milioni, da destinare a sei progetti di riqualificazione urbana - dalla ex caserma Cantore al San Vincenzo, da via Scalabrini all'ex manifattura tabacchi e al campo di via Morigi - in grado di muovere investimenti complessivi per 100 milioni di euro coinvolgendo l'interesse di operatori privati per edilizia di social housing, alloggi per studenti universitari, abitazioni per anziani, aree verdi.

fonte: Libertà di martedì 23/10/2012



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silvio bisotti |  aree demaniali |  bastione borghetto |  parco della pertite | 

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