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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Primarie centrosinistra, confronto serrato su ambiente e territorio

11 gennaio 2012 - 13 gennaio 2012


A coordinare il dibattito Marcello Pollastri di “Cronaca”, a porre le domande ai candidati i giornalisti Gustavo Roccella di "Libertà", Gianmarco Aimi di "Radio Sound" e Massimo Paradiso de “Il Fatto Quotidiano”. Dopo le autopresentazioni il dibattito è entrato nel vivo dei temi della serata. Ecco un condensato del pensiero dei sei candidati: aree militari, ztl, inquinamento, trasporto pubblico e mobilità ciclabile tra gli argomenti trattati. 
 
Luigi Rabuffi: “Sulle aree militari, sono d’accordo con il realismo che deve guidare il confronto con le autorità della Difesa. Ma occorre anche tutelare l’occupazione degli stabilimenti militari e il loro rilancio. Noi abbiamo un parco fluviale del Trebbia che è stato di fatto ceduto a Parma, cominciamo a mettere in campo la nostra voce per difendere un sistema di parchi locale. Il centro storico si svuota: per rivitalizzarlo bisogna potenziare il trasporto pubblico dalle frazioni, aumentare la pedonalizzazione e allargare la zona a traffico limitato, attivando più parcheggi scambiatori. Andiamo a disincentivare chi tiene le case sfitte praticando affitti esagerati, usando la nuova leva dell’Imu”.
 
Marco Mazzoli: “Nel nuovo Psc è previsto l’ampliamento del polo logistico per 250mila metri quadrati, voglio invece dire stop alla cementificazione della città. Sulle aree militari: il costo di un jet militare potrebbe consentire l’acquisto delle aree militari, all’interno di queste superfici occorre creare una cittadella della cultura e dello sport, e la loro destinazione va decisa coinvolgendo i cittadini attraverso un ampio dibattito pubblico. Estendiamo la zona pedonalizzata nel centro, ma l’economia può avere benefici attraverso un progetto di rilancio culturale complessivo. La filiera del riciclo deve tendere a sostituire l’inceneritore che produce polveri sottili: in Germania e Olanda questa filiera ha generato risorse e nuove attività produttive”.

Francesco Cacciatore: “L’idea di Piacenza del futuro sta nel Psc, una città che non consuma più territorio, che ritroverà un rapporto con il suo fiume, con un’attenzione alla sostenibilità ambientale. Una città che si contiene nella forma urbana che conosciamo: recuperare, sostituire, riqualificare saranno le parole d’ordine dei prossimi anni. Non esiste nessuna pianificazione da 250mila mq di nuova logistica nel piano. Le aree militari sono un bene comune di Piacenza, anche se sono di proprietà della Difesa: il tema vero è l’accordo da definire con l’amministrazione della Difesa. Il rilancio del centro storico è un tema complesso: negli ultimi anni è stato programmato per essere spento alle sette di sera; il centro deve essere un luogo raggiungibile facilmente, fondamentale in questo senso è il trasporto pubblico con il ritorno dei bus in piazza Cavalli. Il problema di fondo dell’inquinamento dell’aria è di area vasta”.
 
Samuele Raggi: “L’ambiente non può essere concepito come un costo, a Piacenza serve una svolta verde sulla scorta dei principi affermati dai referendum. Occorre riportare all’interno del centro storico le residenze e le attività, attraverso precisi incentivi fiscali. Sulle Pertite i piacentini si sono già espressi, quanto al Psc occorreva un confronto più ampio, basti pensare che a Bologna sono stati promossi 200 incontri. Pensiamo a una ztl che si estenda nella cerchia delle mura, naturalmente in maniera concertata, e introducendo nuove forme di mobilità elettrica e migliorando il trasporto pubblico. I blocchi del traffico non possono essere risolutivi del problema dell’inquinamento, solo l’extrema ratio. Occorre un maggiore impegno della Provincia nel suo ruolo di coordinamento”.
 
Gianni D’Amo: “E’ necessario partire dalla diagnosi della città oggi per stabilire la cura del futuro: negli ultimi anni la città si è enormemente dilatata pur avendo gli stessi abitanti degli anni ’60. Lo sviluppo della città per funzioni separate ha aumentato il problema della mobilità; nel 2004 in consiglio comunale ho dato il mio personale contributo nella battaglia per non estendere il cemento oltre la città delimitata (la vicenda della delocalizzazione di Cà degli Ossi ndr). Non si può ricompattare la città tenendosi al centro uno stabilimento militare, ma non si può pensare allo sviluppo della città senza un’attività produttiva come quella del polo militare. Occorre realismo per valorizzare porzioni della città. Dobbiamo puntare a crescere nella ricchezza diffusa, l’investimento strategico è conservare, far vivere e tramandare quello che abbiamo: producendo ricchezza dall’intelligenza. A Piacenza funzionano le pedonalizzazioni, in alcune zone meno auto non basta per rivitalizzare la città. Sulla qualità dell’aria bisogna uscire dalla logica angusta del comune e della Regione coinvolgendo i territori limitrofi”.
 
Paolo Dosi: “Preferisco porre alcuni temi specifici, proviamo a pensare a un lungo Po di Piacenza più bello di quello di Cremona e alla riapertura del canale lombardo del Po con la valorizzazione dell’Isolotto Maggi; l’area della Pertite è da adibire a parco per la città; energie rinnovabili per tutti, con l’accesso al fotovoltaico da intendere come un dovere: tettoie fotovoltaiche nel parcheggio di viale Malta; riduzione dei consumi ed efficientamento energetico delle abitazioni, estensione della copertura della banda larga nelle zone urbane; messa in sicurezza di alcune piste ciclabili, in viale Malta e via Colombo. La partita delle aree militari vede il Comune al centro di una funzione di governo, ma occorre far stare insieme vocazioni differenti, e soprattutto considerare la sostenibilità economica dei progetti di recupero. Più che estendere la Ztl sono favorevole ad ampliare l’area pedonalizzata, occorre andare verso l’introduzione progressiva di mezzi meno inquinanti e forme di rilancio del trasporto pubblico. Ha poco senso che un singolo comune prenda provvedimenti contro l’aria inquinata, lo sforzo dev’essere compiuto ancora anche sugli stili di vita”.

(Fonte PiacenzaSera)
 


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