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Partito Democratico di Piacenza
  14 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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"E' finito il tempo dell'uomo solo in politica"

8 settembre 2011


Non poteva che partire dalle note di Vasco e dalla colonna sonora della festa democratica di Piacenza "... io sono ancora qua", la serata di Pierluigi Bersani al Bastione Borghetto. In un’arena gremita all’inverosimile, il segretario del Partito Democratico ha intonato le note del suo beniamino musicale, imbeccato dall’immancabile Mauro Sbuttoni. 

Dopo i preliminari musicali e l’abbraccio dei militanti piacentini, l’intervista sui temi di attualità condotta da Emanuela Ferri, giornalista di Omnibus (La7). Ecco i temi più caldi toccati.

Crisi - Se l’economia italiana cede, si tira dietro l’euro. Oggi la manovra del governo non è credibile perchè non c’è nulla per la crescita, non c’è nulla che può farci schiodare dal nostro misero 0,7 % di incremento del Pil. All’Europa occorre dare maggiori garanzie: la nostra proposta è quella di introdurre un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari; è scandalosa la minimizzazione che ha ricevuto la nostra proposta di tassare al 20 per cento la platea di contribuenti che ha fatto rientrare i capitali dall’estero. Siamo disponibili a discutere i contenuti, riducendo gli emendamenti, ma facciamo una discussione vera.

Evasione fiscale - Anche in questo caso la credibilità del governo, che oggi vuole mandare in galera i grandi evasori, è molto modesta. Per contrastare l’evasione servono meccanismi affidabili, come l’antiriciclaggio e la tracciabilità finanziaria. Non è credibile un governo che contabilizza nella manovra i proventi futuri del recupero dell’evasione al fisco, l’Europa non lo consente.

Riforma del welfare - Siamo contro alle operazioni a pezzi e bocconi, servono ragionamenti seri. Vogliamo discutere un aggiustamento del sistema pensionistico e l’introduzione di meccanismi di flessibilità in uscita dal lavoro con incentivi per chi ritarda il pensionamento. Dobbiamo arrivare a far costare di più un’ora di lavoro precario rispetto a un’ora di lavoro a tempo indeterminato. 

Idea di partito e scopero Cgil - Sono convinto che bisogna tornare a un’idea di democrazia di partiti, certo non più come una volta, ma è necessario chiarirci sul rapporto tra partiti e società. C’e stata la fase di contrapposizione tra politica e società civile, ma ora quella fase è da chiudere. I partiti ci vogliono perchè la società civile esprimerà sempre una visione parziale dei problemi, e poi ci vorrà sempre qualcuno in grado di fare sintesi. Nei movimenti, quello delle donne, dei referendari, noi ci siamo schierati ma con le bandiere ammainate. C’è un’autonomia da rispettare ed è così anche con il sindacato: io ci sarò allo sciopero della Cgil del 6 settembre, così come saremo in tutte le iniziative dei sindacati contro questa manovra. 

Vicenda Penati - L’indagine di Monza è una vicenda dolorosa ma è anche l’occasione di far emergere un nostro tratto distintivo: noi non grideremo mai ai complotti, ed è da sottolineare come Penati - che non è stato ancora interrogato ed è solo indagato - abbia compiuto un passo indietro rispetto alle sue funzioni politiche. E’ un comportamento inedito nel panorama nazionale che non è stato sottolineato abbastanza. Ma questa vicenda dev’essere anche l’occasione per darci regole più stringenti. Sono da respingere invece tutti i teoremi che stanno girando e che vogliono collegare il Pd alle inchieste, chiederò i danni a tutti quelli che sostengono queste tesi.

Nuovi candidati come Profumo - I ricchi possono interessarsi della cosa pubblica purchè si parli di politica. Ritengo Profumo una personalità molto competente, così come Montezemolo. La nostra proposta politica si rivolge a tutte le forze moderate che vogliono il superamento del populismo e del berlusconismo, mentre rifiutiamo in radice l’idea che la ricetta italiana sia quella personalistica. Tutti quelli che vogliono fare politica ci dicano con chi vogliono discutere.  

Alleanze - La prima condizione è che la coalizione di centrosinistra dovrà avere un profilo di governo e quindi occorre dirimere prima eventuali problemi programmatici, non ce lo ordina il dottore di metterci insieme con forze che non condividono precisi principi. La seconda condizione è l’apertura alle forze moderate che vogliono superare questa fase politica.

Primarie - Prima di scegliere il suonatore bisogna decidere lo spartito. Una delle celeberrime metafore di Bersani per contestualizzare l’importanza delle primarie. Nessuna persona può anteporsi al progetto, sono affezionato alle primarie, sono l’unico segretario al mondo eletto con le primarie. Ma sono i percorsi politici che devono portare alla scelta delle persone, altrimenti non usciamo dall’impostazione leaderistica e personalistica della politica che ci ha condizionato in questi anni.

Fenomenologia della metafora - Immancabile la domanda sulle metafore bersaniane. Credo che abbiano avuto fortuna le mie metafore ì perchè contengono un messaggio positivo e di concretezza. A Crozza un giorno chiederò il copyright.


(Fonte: Piacenza Sera)

--> CLICCA QUI per ascoltare l'intervento conclusivo di Bersani alla festa Nazionale di Pesaro


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