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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Direzione provinciale Pd, avviato il percorso per le comunali: obiettivo candidato unico del Pd alle primarie del centrosinistra.

20 giugno 2011


Una direzione provinciale del Partito Democratico lunga e dibattuta quella che si è tenuta venerdì sera alla sede della Circoscrizione 3 alla presenza del segretario regionale Stefano Bonaccini.
Al termine della discussione, è stata approvata con ampia maggioranza (4 astensioni) la proposta del segretario provinciale Vittorio Silva per avviare il percorso politico di avvicinamento alle elezioni comunali di Piacenza della primavera prossima. Da un lato la conclusione della conferenza programmatica, calendarizzata in autunno, elaborerà i contenuti della proposta del Partito Democratico per la città, dall’altro un gruppo di lavoro ristretto appositamente istituito affiancherà il segretario nell’opera istruttoria per l’individuazione del candidato a sindaco che il Pd porterà alle eventuali primarie di coalizione, da tenersi tra dicembre e gennaio. Questo il cammino delineato da Silva, che ha rimarcato due aspetti in particolare: la necessità di compiere un largo sforzo di incontro e ascolto in questi mesi con la società piacentina e l'obiettivo di pervenire, attraverso un approfondito confronto politico all’interno del partito, ad un candidato unico del Pd.

“Dobbiamo partire – ha sottolineato Silva - da tre presupposti: veniamo da 10 anni di buon governo che ha cambiato il volto alla città, con un sindaco che ha saputo estendere il bacino elettorale del centrosinistra; siamo stati in grado di offrire alla città una classe dirigente capace e credibile; e tuttavia queste non sono condizioni sufficienti per garantirci la vittoria in una città come Piacenza. In questi mesi lavoreremo per l’unità del partito, fondamentale per essere competitivi, per perseguire uno schema di alleanze ampio, che parta dall’attuale coalizione ma che mira ad ampliarsi e si apra al civismo, e per arrivare ad una candidatura competitiva, in grado di estendere il bacino di consenso oltre i confini del centrosinistra”. Sulle primarie Silva ha affermato la necessità di scongiurare il rischio che si trasformino in uno scontro tra opposte fazioni. “Il percorso politico – ha spiegato - che iniziamo deve porsi alcuni obiettivi condivisi: individuare una personalità competitiva, che non sia vissuta come un’imposizione da parte di alcuni nei confronti di altri, e possibilmente una candidatura unica alle primarie di coalizione”. Al termine del dibattito partecipato, l’intervento del segretario regionale Bonaccini, che ha tratto le conclusioni: “Per le caratteristiche di Piacenza, alle elezioni comunali dell’anno prossimo sarà indispensabile lanciare un progetto civico di alto profilo, capace di andare oltre i confini classici del centrosinistra come è stato grado di fare il sindaco Reggi. La partecipazione dei nostri militanti e iscritti in questa fase di preparazione è importante e viene garantita dal nostro statuto, ma accanto a questo, altrettanto fondamentale sarà il lavoro di elaborazione di una proposta politica adeguata e utile alla città, e quel confronto interno in grado di creare il clima adatto alle primarie, un clima che consenta a tutti i potenziali candidati di sostenere quello che alla fine sarà il prescelto”. Entro il mese di luglio saranno organizzate cinque assemblee in città e nelle vallate per promuovere la campagna di tesseramento al partito.


L'intervento del Segretario provinciale Vittorio Silva


Innanzitutto credo che occorra commentare rapidamente i risultato del voto amministrativo e di quello referendario.
Il secondo turno amministrativo ha confermato ed ampliato quello del primo turno, delineando una straordinaria vittoria del centrosinistra e del pd.  Se si guarda al numero di amministrazioni conquistate dal centrosinistra si ottiene un dato ancora migliore di quello del 2006, che pure era stato un anno molto favorevole al centrosinistra.
Anche il referendum rappresenta un risultato di proporzioni inattese. Non solo il quorum è stato raggiunto, ma è stato largamente superato. E ancora una volta particolarmente significativo è stato il risultato del Nord.
I primi sondaggi dopo la pausa elettorale ci dicono che il PD avanza, è probabilmente il primo partito, il centrosinistra supera il centrodestra, Bersani è indicato dal più alto numero di consensi relativi come leader del governo.
Dunque il vento è cambiato. E’ cambiato il clima nel paese. Su questo non vi è dubbio. Ed chiaro che su questo risultato ha influito anche la politica del PD, senza trascurare naturalmente i tanti fattori che hanno spinto verso questo cambiamento. Ma è chiaro che il fatto che in questi mesi non abbiamo dato una immagine di maggiore unità ha aumentato la nostra credibilità. Così come è stato importante che abbiamo smesso di discutere di alleanze, di inseguire le altre forze politiche ma invece abbiamo messo al centro del nostro discorso il pd e le sue proposte.
Ora dobbiamo evirare di commettere l’errore di pensare che questi risultati siano acquisiti e consolidati. C’è ancora molto da lavorare per costruire una alternativa di governo al centrodestra e a Berlusconi. Così come dobbiamo evitare di semplificare la lettura del voto, sia quello amministrativo sia quello referendario. In particolare in quest’ultimo sono confluite tante motivazioni e da esso nascono anche tante domande, alcune delle quali molto impegnative per il profilo riformista del PD. Penso in particolare ai quesiti sull’acqua.
Il voto referendario conferma l’atipicità di Piacenza nel panorama emiliano. Il quorum da noi è stato raggiunto con percentuali molto più basse di quelle emiliane e più vicine a quelle lombarde, sia in provincia che in città. Questo dato viene dopo il voto amministrativo che per noi non è stato brillante.
Questo ci richiama alla difficoltà dell’impegno col quale dobbiamo confrontarci nei prossimi mesi. Penso ovviamente alla scadenza elettorale del capoluogo.
Nell’ultima direzione abbiamno convenuto di afforntare stasera, tra le altre cose, la definizione del percorso per l’individuazione delle candidature alla carica di sindaco. Un percorso che dobbiamo individuare partendo da tre presupposti.
1.    Veniamo da 10 anni di buona amministrazione, guidati da un sindaco che ha saputo garantire al centrosinistra un ampio bacino di consneso, estendolo al di là del perimetro tradizionale del centrosinistra.
2.    Siamo in grado di offrire alla città e questo ci viene generalmente riconosciuto, una calsse dirigente capace e credibile, e quindi siamo in grado di esprimere candidature autorevoli per laguida della città.
3.    Questo però non basta per garantore la vittoria in una città come Piacenza. Serve altro. Serve principalmente il verificarsi di tre condizioni:
a.    L’unità del partito e la sua capacità di mobilitarsi a sostegno della scelta che faremo. Quando parlo di unità penso ad una unità reale,  che ci metta al riparo anche di forme di passività che si tradurrebbero in un indebolimento della nostra azione e della coalizione.
b.    Uno schema di alleanze ampio, che parta dalla attuale coalizione ma persegua anche un suo ampliamento e che sia aperto all’apporto del civismo.
c.    Una candidatura competitiva, che incrociandosi con l’alleanza che la sostiene e con l’asse programmatico che individueremo sappia llargare il proprio bacino di consenso oltre i nostri confini.
Penso allora che il percorso che ci apprestiamo a fare e le scelte che compieremo debbano essere definite in modo da garantirci di raggiungere quelle 3 condizioni.
Si è svolto anche da noi, dopo il voto amministrativo, un dibattito sulle primarie che è stato riflesso anche dalla stampa.  Io ho scelto di non partecipare. Per due ragioni. La prima che penso che dobbiamo imparare a discutere di più dentro gli organismi dirigenti e meno sulla stampa. Le seconda, più importante, è che il tema decisivo non se fare o no le primarie, ma come alle primarie ci si arriva. Noi le primarie le faremo, come dice il nostro statuto. Faremo le primarie di coalizione, a meno che non siano necessarie per la mancanza di candidati alternativi.
Ma il punto decisivo sarà il percorso che faremo per arrivare alle primarie. Il punto vero è il percorso politico che ci porterà Lì. Non esiste uno strumento di decisione, e le primarie sono per l’appunto uno strumento di decisione, che possa sostituire il dialogo, il confronto politico, l’argomentazione politica, la condivisione delle ragioni. Senza tutto questo vi è il rischio che le primarie siano vissute come uno scontro tra opposte fazioni. E questo rischio vi è ancora di più in una realtà come la nostra, dove le sensibilità dentro al partito sono molto articolate, sia all’interno della maggioranza che della minoranza, e dove, diciamocelo senza false reticenti, di nervi scoperti ve ne è più di uno. Io penso che dobbiamo allora individuare un percorso politico coerente con alcuni obiettivi
·    Individuare una candidatura competitiva, la + competitiva tra tutte quelle che emergeranno;
·    una candidatura che non sia vissuta come un’imposizione di una parte del partito sull’altra o da parte di alcuni, ma che nasca come il risultato di un confronto, di un ragionamento, di una analisi dei punti di forza e di debolezza delle diverese proposte
·    una candidatura che il pd nel suo insieme proporrà alla altre forze della coalizione.
Propongo quindi un percorso basato sui seguenti punti.
·    Che la direzioni mi autorizzi ad avviare il percorso istruttorio per la definizione della candidatura;
·    Che in questo percorso io mi avvalga di un gruppo di lavoro che, oltre ad alcune figure istituzionali, quali ad esempio il sindaco uscente e il Presidente dell’assemblea,  comprenda alcuni di noi in modo da rappresentare il partito nella sua interezza, nelle sue diverse sensibilità; gruppo che io costituirò dopo le opportune consultazioni;
·    Che già nei prossimi giorni questo gruppo avvii una prima fase di ascolto di raccolta di suggerimenti e proposte, sia all’interno che all’esterno del partito, tra le principali espressioni dell’economia e della società locale;
·    che del lavoro istruttorio compiuto sia aggiornata costantemente la direzione, prevedendo un primo incontro prima della pausa di agosto;
·    che ci diamo l’obiettivo di concludere questo lavoro, con l’individuazione della candidatura del PD, entro il mese di Ottobre.
Aggiungo che il lavoro istruttorio che faremo sulle candidature dovrà tenere conto del fatto che partiamo da alcuni presupposti politici. In particolare che veniamo da una amministrazione ampiamente positiva e che ci collochiamo in continuità con il lavoro svolto. Quindi i candidati sui quali lavoreremo saranno coerenti con questa impostazione.
Vi chiedo anche l’autorizzazione ad avviare, contemporaneamente, gli incontri con le altre forze politiche, a cominciare dall’attuale maggioranza, per la costruzione della coalizione.
Voglio anche dire ritengo che, in vista dei tanti e difficili impegni che ci attendono  nei prossimi mesi, lo stesso spirito dovremo utilizzarlo anche nella direzione del partito. E pertanto ritengo che le principali scelte che dovremo compiere dovranno basarsi su di un raccordo particolarmente stretto tra esecutivo e direzione del partito, al di là della distinzione tra maggioranza e minoranza. Raccordo che io mi impegno a realizzare anche in questo caso col coinvolgimento delle diverse sensibilità presenti.
Per quanto riguarda la conferenza programmatica ritengo che dobbiamo proseguire lungo il percorso che ci eravamo dati.  Pertanto,  chiusa la fase del dibattito interno dobbiamo avviare una fase di ascolto e di confronto con la realtà piacentina. Quindi dovremo elaborare un documento di sintesi da discutere in direzione provinciale e poi presentare all’Assemblea entro i primi di ottobre. Dal lavoro fatto partirà anche la messa a punto delle proposte programmatiche del PD per la guida della città.
Voglio infine comunicarvi che  abbiamo deciso di realizzare 4 assemblee degli iscritti nelle quattro vallate oltre ad una in città entro la metà di luglio. Anche per rilanciare il tesseramento rispetto al quale abbiamo necessità di recuperare un certo ritardo. Ritengo che tutti i componenti della direzione debbano sentire questo come un impegno al quale devono contribuire direttamente.



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