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Partito Democratico di Piacenza
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LA LINEA POLITICA DEL PARTITO DEMOCRATICO

15 gennaio 2011



Dibattito incentrato sulla politica nazionale durante l’Assemblea provinciale del Partito Democratico con la partecipazione dei dirigenti provinciali e cittadini del PD, dei parlamentari piacentini De Micheli e Migliavacca, degli Amministratori locali e del segretario regionale Stefano Bonaccini.

Il segretario provinciale Vittorio Silva ha introdotto i lavori ragionando “sull’abisso che separa i problemi del Paese e la risposta espressa in questi mesi dal Governo”. “Il rischio è che l’Italia perda la speranza verso il futuro: nessuno può illudersi che il modello Fiat possa risolvere i problemi dell’Italia, ci vuole ben altro, una fase per ristabilire una prospettiva di fiducia che coinvolga il mondo del lavoro e il popolo italiano verso una riscossa”. Silva ha annunciato l’organizzazione in primavera di un’Assemblea programmatica provinciale per mettere a punto le idee del PD in vista degli appuntamenti elettorali dei prossimi mesi: “Con un obiettivo sopra tutti gli altri, la salvaguardia della coesione sociale del nostro territorio”.

Il coordinatore nazionale dell'Esecutivo, Maurizio Migliavacca, ha spiegato gli esiti della recente Direzione nazionale del PD: “Il nostro paese è davanti al bivio e il PD deve saper interpretare la domanda di riscatto e la voglia di una prospettiva nuova per l’Italia. Vicenda esemplare quella del referendum di Mirafiori dove i lavoratori sono stati lasciati completamente soli, il governo si è guardato bene dall’intervenire, a differenza della Merkel e di Obama, in un confronto assolutamente asimmetrico. Non si possono affrontare le sfide della globalizzazione facendo leva solo sulla produttività del lavoro dipendente, c’è un problema più complessivo di sistema paese e di perdita di competitività. L’Italia richiede grandi riforme: è indispensabile spostare risorse dalla rendita all’impresa e al lavoro, una redistribuzione dall’alto verso il basso perché anche il ceto medio si è impoverito, abbiamo bisogno di riprendere le liberalizzazioni, una modernizzazione delle reti e di investire sulla ricerca e sull’innovazione; un nuovo modello contrattuale nel mondo del lavoro con la garanzia di alcuni diritti di fondo da parte della legge nazionale, lo scambio deve essere tra reddito, produttività e maggiore partecipazione dei lavoratori. Grandi riforme che hanno necessità di un nuovo patto sociale tra le energie più dinamiche di questo paese".

La parlamentare Paola De Micheli ha approfondito alcuni temi economici: “Il Governo è mancato totalmente nella gestione della vicenda Fiat. Quello che è successo a Mirafiori è l’esemplificazione del grande cambiamento a cui ci ha portato questa crisi. Nulla è più come prima: la Fiat da sola, senza un sistema paese non ce la farà a portare avanti il dopo referendum”.

Intervenuti nel corso del dibattito anche il vicesindaco Francesco Cacciatore, l'assessore regionale Paola Gazzolo e il consigliere regionale Marco Carini.

Reggi: "Troppi perdenti nel PD" - Il sindaco di Piacenza Roberto Reggi ha voluto offrire “il punto di vista degli amministratori locali”. “Stiamo facendo i bilanci che porteranno gli amministratori ad assumersi la responsabilità di tagli ai servizi, senza mettere risorse negli investimenti. Con effetti devastanti sulle imprese e l’economia locale. Con il nuovo federalismo fiscale i sindaci potranno aumentare le tasse, ma non avranno più le stesse risorse di prima: due miliardi ai Comuni sono stati sottratti dallo Stato. Anche i nostri candidati sindaci non potranno fare più alcuna promessa seria agli amministrati: si verificherà un allontanamento tra le comunità e gli amministratori. Noi come PD non riusciamo ad essere alternativi alla Lega Nord, e quindi vincenti. Perché siamo rappresentati da una classe politica perdente: sono ancora lì quelli del 2008, che hanno dato un’immagine di litigiosità. Non sono tra i rottamatori, ma sono per provare a mettere persone vincenti nel gruppo dirigente, e ne abbiamo soprattutto tra gli amministratori locali: metà dei sindaci del nostro paese sono del Pd e sono bravi. Non possiamo liquidare il sindaco Matteo Renzi soltanto come un bravo comunicatore. Bersani in questi mesi è stato in grado di tenere la barra dritta, ma serve qualche segnale di cambiamento che si rivolga alle persone che non hanno ancora scelto per chi votare."






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