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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Direzione provinciale 26 novembre 2010

30 novembre 2010


“Il Governo istituzionale è l'ipotesi più difficile, ma lavoreremo ancora per questa ipotesi. Se invece non sarà possibile e quindi si andrà alle elezioni, il Partito Democratico non avrà paura e dovrà lanciare una svolta su due punti di fondo: innanzitutto uscire al più presto dalla cosiddetta “seconda Repubblica”, che sul piano democratico ha significato un deragliamento della democrazia italiana, passando ad una nuova fase costituente (legge elettorale, una sola camera, federalismo migliore); e in secondo luogo, ma non certo per importanza, il rapporto tra economia e società, mettendo mano alle riforme che invertano una tendenza di disuguaglianza sempre più evidente e difficoltosa per la nostra società”. Così in estrema sintesi il pensiero di Maurizio Migliavacca al termine della direzione provinciale del Partito Democratico, riunita per discutere i temi della politica nazionale. E così, il primo invito è rivolto ad una data simbolo: il 14 dicembre segnerà uno spartiacque, ma il messaggio che deve venire dall'11 dicembre è un messaggio all'Italia che vuole cambiare.

“Siamo di fronte ad un passaggio che contiene molte incognite – ha aggiunto il Coordinatore della Segreteria nazionale PD –, però si configura come decisivo per le sorti di questa legislatura. È anche un passaggio rischioso per il Paese, perché Berlusconi non ha più la forza per indicare un orizzonte, prospettare un progetto credibile, ma mantiene una forza di resistenza. Ora siamo al complotto delle “plutocrazie occidentali” che vorrebbero colpire l'immagine dell'Italia. Mi sembra che i segnali di cedimento siano evidenti”.

Segnali che vengono ulteriormente evidenziati da una crisi economica da cui l'Italia non sembra uscire facilmente e, anzi, si ripercuote pesantemente su cittadini e imprese. Ecco perché le elezioni anticipate potrebbero rappresentare per Berlusconi la via d'uscita al logoramento di cui ci sono segni evidenti, garantendogli di poterne approfittare prima che i nodi vengano al pettine. “La condizione economica e sociale del Paese è destinata a peggiorare – ha proseguito Migliavacca –, l'Italia è il fanalino di coda di tutti gli stati europei, non c'è produzione di nuova occupazione, gli squilibri sociali sono destinati ad aumentare e si delinea una manovra finanziaria 2011 pesantissima.

Le imprese se non hanno alle spalle una politica industriale e delle riforme di sistema difficilmente riusciranno ad andare avanti. Ecco perché c'è bisogno innanzitutto di riforme e di una nuova legge elettorale, che ci liberi da una legge che non ha eguali in nessun altro paese democratico”.


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