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Partito Democratico di Piacenza
  20 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Caro Assessore, la preoccupazione non basta!

3 settembre 2010


La preoccupazione dell’assessore è indubbiamente motivata: i numeri parlano da soli e sono stati più volte riportati dai giornali di quest’estate. A settembre, ben 12 classi di scuola dell'infanzia (circa 300 bambini) non avranno l'insegnante dallo stato, quindi l’apertura di queste sezioni si potrà realizzare solo se i comuni riusciranno a reperire le risorse finanziarie per pagare i docenti e il personale ATA, sostituendosi ancora una volta alla latitanza del governo. Nella scuola elementare altri 400 bambini non potranno usufruire del tempo pieno Nelle scuole medie ci saranno addirittura 50 docenti in meno rispetto al fabbisogno, e la situazione è ancora più complicata nelle scuole superiori, dove l’applicazione della cosiddetta “riforma Gelmini” ha portato ad un drastico taglio delle ore di lezione, in particolare negli istituti tecnici e professionali, e dove spicca la situazione estrema di una classe quarta dell’istituto “Marcora” di Cortemaggiore, dove undici studenti, fra cui tre disabili, rischiano, a causa del loro numero, di non poter proseguire il percorso scolastico. Infine, in tutti gli ordini di scuola, molti studenti diversamente abili non potranno avere l’insegnante di sostegno, nonostante una recente sentenza della Corte Costituzionale abbia sancito che il diritto all’istruzione va in ogni caso garantito, specialmente a chi ha più difficoltà.

Insomma la situazione è gravissima, e c’è davvero da sperare che l’azione della regione abbia successo e questi tagli vengano almeno in parte revocati. Ma all’Assessore Paparo bisogna anche ribadire che la preoccupazione non è sufficiente! Se i tagli del governo mettono in ginocchio il sistema scolastico della nostra provincia, bisogna avere il coraggio di trarne le conseguenze politiche e dire con chiarezza che la politica scolastica del governo di centro-destra è sbagliata e va radicalmente rivista. La scuola italiana ha indubbiamente dei problemi, che vanno affrontati e risolti, ma non si può scaricare su un servizio cruciale come la scuola l’esigenza di tagliare la spesa pubblica per far quadrare il bilancio dello stato. Bisogna fare scelte totalmente diverse e, in ogni caso, qualunque taglio non può essere applicato in modo indiscriminato su tutti i territori. La provincia di Piacenza, grazie alle amministrazioni di centro-sinistra, ha già fatto sforzi importanti di riorganizzazione della rete scolastica, per cui oggi il nostro sistema lavora con circa 12 alunni per ogni insegnante, contro una media nazionale intorno a 10. Questa differenza implica che stiamo già lavorando con quasi il 20% in meno di insegnanti rispetto alla media nazionale, una situazione che evidentemente non può sopportare ulteriori tagli. La recente mobilitazione locale di genitori, docenti, personale ATA, sindacati e istituzioni interessate, cui il PD ha garantito il proprio sostegno, dimostra come le forze del territorio vogliano davvero una svolta nella politica scolastica, sia a livello nazionale che locale.

Come consiglieri provinciali del PD, abbiamo espresso la nostra forte preoccupazione fin dallo scorso anno scolastico. Abbiamo sollevato il problema degli organici e dei fondi statali per le scuole in diverse sedute del Consiglio Provinciale. Molte delle nostre mozioni sono state respinte, ma una, relativa all’adeguamento degli organici della scuola dell’infanzia, è addirittura stata votata all’unanimità. Ma il Presidente Trespidi e l'assessore Paparo si son ben guardati dal "battere i pugni  sul tavolo del governo", almeno per chiedere che ci venisse concesso il dovuto.

Lo scorso marzo, durante la discussione della riforma della scuola superiore, abbiamo chiesto, come PD, che si organizzasse un Consiglio Provinciale straordinario sui temi della scuola, aperto all’intervento di tutte le parti interessate (amministrazione scolastica, dirigenti, insegnanti, personale ATA, amministratori locali). Il presidente Trespidi si è pubblicamente impegnato ad organizzarlo dopo la pausa estiva, ma per ora nulla si è mosso. Vista l’urgenza dei problemi (l’anno scolastico sta ormai per iniziare) e la gravità della situazione, noi ribadiamo con forza questa richiesta: su un tema come la scuola, il Consiglio Provinciale può anche interrompere le vacanze e riunirsi urgentemente.

 

Paolo Sckokai, Pierluigi Caminati, Marco Bergonzi

Consiglieri Provinciali PD

 

Estratto da Libertà del 22/08/2010

 



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