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Partito Democratico di Piacenza
  21 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Una Regione che costruisce futuro per le giovani generazioni

26 febbraio 2010


Le istituzioni e la società civile devono essere impegnate nella costruzione di un patrimonio di servizi che accompagnino la crescita dei bambini, adolescenti e giovani nella costruzione della loro personalità.
Si tratta di mettere in pratica le acquisizioni, parte integrante dei nostri valori costituzionali. Le nuove generazioni sono titolari di diritti per una cittadinanza attiva, e non solo destinatari passivi di servizi. Rientra in questa dimensione di governo l’impegno a delineare, partendo dall’infanzia, una Regione che favorisca ambienti urbani e territori in grado di accogliere la qualità della vita dell’infanzia e dell’adolescenza. Vogliamo affermare un nuovo ruolo dell’infanzia e adolescenza, nelle politiche di governo regionali, che non può prescindere dal dialogo interculturale e intergenerazionale, aspetti essenziali di una società coesa e cosciente di sé, della sua storia e del suo divenire. Un’assunzione di responsabilità politica che prenderà le forme di impegni concreti nel quinquennio.
Un’attenzione straordinaria per l’estensione di servizi di qualità per bambini in età 0-3 anni: fornire servizi di buona qualità educativa è la risposta giusta per creare benessere e sviluppo integrale di ogni bambino, per sostenere la genitorialità, per favorire l’occupazione femminile e la conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Dal piano straordinario per l’estensione del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia - che ha segnato le politiche di questo settore dal 2007 al 2009 - è necessario transitare a politiche regionali continuative e organiche che si pongano con forza e determinazione il raggiungimento dell’obiettivo delle Comunità europee di arrivare al 33% dell’offerta di servizi 0-3 anni. Questo non soltanto nei comuni capoluogo, ma nell’intero territorio regionale, superando situazioni di differenza nelle opportunità educative, nonostante il venire meno graduale di risorse e dell’impegno statale.
Si tratterà di dotarsi di leggi e direttive che possano garantire la governance complessiva, a livello regionale e locale, del sistema educativo integrato dei servizi pubblici e privati per la prima infanzia. Sappiamo come gli interventi socio-educativi precoci nell’infanzia siano duraturi e produttivi nel tempo e possano costituire una grande occasione di recupero per situazioni svantaggiate, come ci dimostrano le scienze pedagogiche, psicologiche, le neuroscienze e le ricerche economiche. Il nostro impegno in questi cinque anni sarà orientato, oltre ad aggiornare radicalmente l’aspetto normativo per potenziare il sistema, a incrementare questi servizi, a sostenerli per evitarne la crisi e a qualificarli.

Ci impegniamo a collaborare con gli Enti locali e le autonomie scolastiche per sostenere, tramite l’attuazione del diritto allo studio, una scuola aperta, democratica, integrata nella realtà del proprio territorio, che sappia dare il primato alla scoperta, alla ricerca, più che alla mera trasmissione di conoscenze. Una scuola che sappia praticare l’incontro tra le culture e l’inclusione sociale e rappresenti la spina dorsale di un percorso per garantire ai bambini, agli adolescenti, ai giovani un pieno diritto di cittadinanza. Affronteremo con gli Enti locali e le autonomie scolastiche il fenomeno della dispersione scolastica, che colpisce in particolare i ragazzi e le ragazze appartenenti a strati sociali più deboli e i figli di genitori immigrati.
Per questo ci impegneremo a sostenere, promuovere e valorizzare tutte le esperienze, presenti nelle comunità locali, che lavorano per la costruzione di una società più equa ed accogliente e che si interessano in modo qualificato della cura, dell’educazione, della tutela dei diritti e dei bisogni relazionali e di aggregazione delle giovani generazioni.
Attenzione particolare e continuativa andrà rivolta a pre-adolescenti e adolescenti, così fortemente esposti alle trasformazioni delle strutture sociali, culturali ed economiche in un momento delicato nel processo di costruzione della loro personalità.
Lavorare su opportunità e servizi, partendo dall’ascolto e investendo tempo e risorse sulle modalità di partecipazione reale degli adolescenti, nei loro spazi e con linguaggi adeguati, significa non lasciare i ragazzi privi di strumenti di analisi dei messaggi mediatici e della crisi economica, facilmente vissuta come deprivante delle speranze per il futuro. Dunque la Regione dovrà investire non soltanto sulla formazione, ma anche sulle potenzialità espressive, creative e aggregative del tempo libero, per favorire una visione orientata alla costruzione di un futuro possibile.
La scuola secondaria superiore vive da anni una crisi profondissima che deriva essenzialmente dalla prolungata assenza di un complessivo ripensamento del nostro sistema di istruzione e formazione, di cui il nostro Paese necessita da decenni.
Le coordinate culturali su cui si basa il nostro sistema di istruzione sono ancora quelle della prima metà del 900: nel frattempo è cambiato semplicemente tutto. L’attuale divisione tra canali formativi risulta una risposta ad un modello dualista nato all’inizio del 900 e basato essenzialmente su una divisione netta tra il sapere e il saper fare; un modello, questo, che rispondeva a un modello di società e di economia, oggi del tutto obsoleto.
Un sistema di istruzione e formazione rinnovato deve realizzare il raccordo con l’alta formazione tecnica, con la formazione professionale, con l’università e con il mondo del lavoro. È su questi nodi che si deve andare a costruire un ripensamento radicale della scuola superiore, che in questi anni è mancato e che l’attuale riordino non affronta.

Le Regioni assumono l’impegno di:
- attivare politiche di contrasto alla dispersione scolastica e l’abbandono precoce dei percorsi studi, contrastando l’ingresso nel mondo del lavoro sotto i 16 anni e promuovendo una positiva e virtuosa integrazione tra istruzione superiore e formazione professionale in quadro di sviluppo territoriale economico e sociale;
- assumere una regia dell’alternanza scuola lavoro, che deve essere inserita come possibilità formativa per gli studenti all’interno dell’offerta delle scuole, e non può mai essere sostitutiva rispetto alle ore di scuola e di laboratorio;
- promuovere sistemi di valutazione dei percorsi di interazione tra scuola e lavoro, a partire delle esperienze di alternanza, in modo da fornire alle scuole graduatorie e informazioni sui luoghi di svolgimento degli stage e delle ore di alternanza;
- monitorare seriamente la valenza formativa dei percorsi triennali di formazione professionale, rivedendo gli attuali sistemi di accredito;
- investire su programmi specifici per l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole, anche attraverso la connessione positiva con la formazione professionale, le aziende, le università e gli enti di ricerca;
- promuovere iniziative di orientamento sia al termine della scuola secondaria inferiore sia al termine della secondaria superiore. L’orientamento deve avvenire attraverso figure professionali specifiche e con una seria informazione degli studenti e non solo attraverso l’autopromozione degli enti formativi;
- istituire un fondo straordinario per borse di studio dedicato agli studenti appartenenti alle famiglie colpite dalla crisi per il proseguimento degli studi superiori;
- istituire un fondo regionale per il comodato d’uso gratuito dei libri di testo;
- istituire fondi straordinari per la sicurezza e la funzionalità degli edifici scolastici;
- promuovere l’apertura pomeridiana delle scuole in un’ottica di trasformazione delle stesse in centri di aggregazione e protagonismo giovanile, di crescita culturale e sociale del territorio.

Da queste impostazioni deriva la necessità che il Presidente e gli Assessori si facciano garanti di una capacità programmatoria e progettuale nei prossimi cinque anni che tenga presenti più approcci e la necessità dell’integrazione delle varie politiche che attraversano le famiglie, l’infanzia, l’adolescenza e i giovani: dai servizi educativi al supporto della genitorialità, dalla scuola agli spazi ricreativi e sportivi, dall’ambiente alla casa, dall’urbanistica ai trasporti.

Assumeremo l’infanzia, l’adolescenza, le giovani generazioni quale riferimento politico culturale per una migliore qualità delle scelte di governo regionale. Assumiamo l’impegno per un aggiornamento qualificato di strumenti normativi e finanziari che rilancino le politiche per le nuove generazioni e le loro famiglie ponendole al centro dell’agenda politica regionale.


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