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Partito Democratico di Piacenza
  17 novembre 2018 Partito Democratico Piacenza
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Una scelta sbagliata

11 febbraio 2010


Arriva il via libera al ritorno al nucleare. Questa volta, era ovvio, non è in pompa magna né con la classica conferenza stampa show. Anzi. Il Consiglio dei ministri ha dato il suo Ok al decreto sui criteri per localizzare i siti nucleari: lavori dal 2013, per l'energia elettrica dal 2020. Una falsa promessa, una bugia intenzionale perché il governo sa bene che 7 anni sono il tempo minimo per la costruzione di una centrale nucleare e che raramente i tempi sono stati rispettati anche laddove c'è maggiore esperienza e competenza.

Nel documento presentato dal governo viene stabilito che saranno le imprese interessate a indicare i siti nel rispetto della normativa e un'autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di ogni impianto. L'ennesimo raggiro perché davanti ad una scelta così impopolare sarà molto più facile puntare il dito sulle imprese interessate che sul governo. E poi tutto all'oscuro dei cittadini almeno non prima delle prossime elezioni regionali. In poche parole uno scandaloso governo, lontano dalle vere esigenze delle persone.

“Il governo ha lanciato l'idea del rientro sul nucleare in modo scomposto e inattuale. Il sistema non è pronto. A partire dallo smaltimento delle scorie. Puntiamo poi su tecnologie vecchie, non testate e non di nuova generazione, e per giunta francesi. Mi sembrerebbe più logico, invece, concentrarci sulla ricerca e ri-acquisire un nostro know-how sul nucleare e nel frattempo impegnarci nei settori critici dell'energia come l'efficienza energetica. Ecco, quando parlo di green economy parlo di questo: di ricerca, di nuove tecnologie, di nuovi consumi collegati al tema dell'ambiente. Sono occasioni di sviluppo”, così il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore.

Per Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd, “il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri conferma che il ritorno al nucleare è una scelta opaca, contraria al libero mercato dell’energia, che non dà sicurezza energetica al Paese e appesantisce le bollette delle famiglie. È soprattutto una scelta impopolare che il governo continua a voler imporre dall’alto, garantendo trasparenza mentre in realtà nasconde i siti scelti per l’installazione delle centrali. E, dopo mille promesse sul coinvolgimento di Regioni, Province e Comuni e dei cittadini, si dispone che in caso di non accordo il presidente del Consiglio possa imporre la decisione con un suo decreto.

“Inoltre – ha continuato la Bianchi - il governo, che aveva assicurato vantaggi per le tasche dei cittadini, mette invece un prezzo bloccato sull’energia prodotta con il nucleare per assicurare un guadagno alle imprese private e scaricare i costi sulle bollette. Ai candidati presidenti della destra alle prossime regionali chiediamo di nuovo chiarezza: se il nucleare è una buona scelta, se l’Italia ne ha davvero bisogno, come hanno detto oggi Formigoni e Palese, allora perché non ospitare una centrale nel proprio territorio, in Puglia o in Lombardia? Dopo anni di polemiche contro i “nimby”, è paradossale che ora proprio la destra si comporti così. Basta con l’ipocrisia: un sì al nucleare comporta scelte conseguenti da spiegare ai cittadini. La posizione del Partito Democratico è sempre stata chiara: no al nucleare, sì al risparmio energetico e alle energie rinnovabili. Sarà difficile ottenere la stessa chiarezza alla destra e ai suoi candidati presidenti”.

Per Ermete Realacci, presidente forum Green Economy del Pd, “il Governo insiste su una scelta sbagliata che però vuole nascondere agli elettori. Con il provvedimento approvato oggi si confermano tutti i limiti del nucleare di Berlusconi: un forte impegno dello Stato che stravolge il mercato elettrico, fino a prevedere una campagna di propaganda pro-nucleare; espropriazione dei territori e delle regioni sulla scelta dei siti, tema su cui lo stesso Consiglio di Stato ha espresso un parere critico e su cui si attende la decisione della Corte Costituzionale per il ricorso presentato dalle regioni contrarie al nucleare; aumento dei costi dell’energia che ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare. Una scelta, in tutto e per tutto, contraria alle logiche del mercato tanto che per far stare in piedi il conto economico dell’impresa nucleare si fissa per un lungo periodo un prezzo bloccato per il Kilowattora nucleare. L’opposto di una tariffa inferiore all’attuale e contrario all’interesse dei cittadini”,

“E' ora di finirla con le bugie agli italiani”, ha proseguito Realacci. “Berlusconi dica la verità sul nucleare a cominciare da dove intende costruire le nuove centrali. I criteri di base per localizzare un sito sono noti a tutti, per primi ai soggetti interessati alla realizzazione degli impianti. Il Governo in realtà vuole superare le elezioni regionali, negando ai cittadini, la possibilità di fare di questo un punto di valutazione dei candidati in lizza.”

“Il Partito Democratico si impegnerà per svelare questo inganno”, ha concluso Realacci. “I cittadini hanno bisogno di trasparenza e di scelte che badino ai loro interessi perché soprattutto in un momento di crisi è necessario puntare su misure che danno risultati a breve termine, sostengono e rendono più competitiva l’economia e l’aumento occupazionale. Per il nostro paese questo vuol dire puntare sul risparmio e l’efficienza energetica, sul recupero energetico del patrimonio edilizio esistente, sul ricambio dei beni durevoli più energivori, sulle fonti rinnovabili,”.

Dello stesso parere i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che insieme a tutti i colleghi delle Commissioni Industria e Ambiente del Senato hanno dato parere contrario al decreto."Con il decreto approvato oggi in Consiglio dei Ministri, Berlusconi e Scajola mettono in scena un'autentica pagliacciata di Stato: loro insistono sul ritorno al nucleare 'manu militari', affidato e procedure che escludono Regioni e Comuni e che caricheranno sui cittadini i costi sia ambientali che economici di una scelta miope e irresponsabile, mentre i loro ministri si affrettano a smentirli per tranquillizzare i propri territori".

"I siti delle centrali nucleari si potranno localizzare anche contro la volontà delle Regioni interessate, in totale spregio della Costituzione. Nel frattempo, alla vigilia delle Regionali il centrodestra è protagonista di una farsa indecorosa per turlupinare gli italiani: a Roma tutti a favore dell'atomo, sui territori tutti a dire che il nucleare si farà ma 'non a casa nostra'. E' una presa in giro che gli elettori, siamo convinti, sapranno punire adeguatamente".

“Dopo che il consiglio dei ministri oggi ha approvato il provvedimento sui criteri d’individuazione dei territori destinati a siti nucleari, i candidati di centrodestra alle prossime elezioni regionali hanno l’obbligo morale di dire con chiarezza e serietà ai cittadini se nel proprio territorio ci saranno impianti atomici”. Lo ha dichiarato la capogruppo del Pd in commissione Ambiente, Raffaella Mariani
“Intanto – aggiunge la Mariani - apprendiamo che Formigoni e Zaia hanno già dichiarato che le loro regioni non hanno bisogno di centrali nucleari. Da parte nostra spiegheremo agli elettori che le scelte in materia di politica energetica il Governo le impone 'dall'alto' perché sarà ignorato il parere delle regioni, degli enti locali e dei cittadini stessi. E’ opportuno ricordare inoltre  che all’approvazione del provvedimento è  mancato il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Anche il Consiglio di Stato ha criticato il provvedimento perché insufficiente per la tutela dell’Ambiente”.

Per Filippo Penati, responsabile segreteria di Bersani e candidato governatore della Lombardia, “sul nucleare la destra sta dando un bruttissimo spettacolo. Il governo spinge l’acceleratore ma alla vigilia delle elezioni regionali evita di dire dove e come individuare la localizzazione delle centrali. In compenso i candidati della destra, uno dopo l’altro, non hanno il coraggio di contestare i provvedimenti ma aggiungono che le centrali si faranno da qualche altra parte. L’unica cosa certa è che chi oggi non ha il coraggio e la forza di “disturbare il manovratore” non sarà in grado poi di dire di no. Chi vota è chiamato a decidere anche di questo”.


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